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Vincenzo Lipari: davvero l'arte ha bisogno degli NFT? Di una soluzione così energivora e antiecologica? Forse non è meglio ripartire dalla nostra essenza umana per firmare le opere d'arte?

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I Non Fungible Token ci permettono di clonare perfettamente dei manufatti digitali aggiungendo loro una firma d'autore tramite sistemi informatici di blockchain che consumano grandissime quantità di energia elettrica e quindi con un impatto ecologico notevolissimo (in questi tempi di crisi energetica e climatica).
Come autore che viene da una tradizione artistica 'analogica' - pur non disdegnando e snobbando affatto tavolette digitali e quant'altro offerto dalle nuove tecnologie per accelerare e semplificare il lavoro d'artista - ho voluto realizzare una mia opera d'arte, un quadro, che rappresenta il rapporto tra l'uomo e il concetto di arte nel rispetto del pianete e che nella sua stessa firma ponga in maniera drammatica e provocatoria la necessità che ha l'arte contemporanea di umanesimo e anima pop (in senso di comprensibilità della medesima).


Siamo libri di sangue scriveva/cantava Frankie Hi-nrg Mc, quando vogliamo aiutare il prossimo 'diamo il sangue' letteralmente come donatori o in senso figurato, e il sangue da sempre ci rappresenta anche come 'firma' biologica e allora ho deciso di firmare il mio ultimo quadro su tela titolato 'La perfezione e l'equilibrio degli spazi' con un'impronta digitale, sì, ma nel senso d'impronta del mio pollice impressa con il mio stesso sangue!
Nessuno spreco di energia elettrica, nessuna delega fideistica ad algoritmi e macchine che già invadono e condizionano le nostre esistenze in maniera pre-potente, nessun bit, nessuna tecnologia fine a sé stessa (NFT = Needed Failing Technology) ma ... SANGUE che indissolubilmente è legato alla mia stessa essenza biologica (e lo sarà anche dopo la mia stessa esistenza).


Dedico questa opera ai giovani che ancora preferiscono un tuffo nella baia del Quercetano - a pochi passi dal mio studio - a una mattinata da passare davanti a uno schermo digitale, a coloro che ancora si fanno delle domande e sono pronti a mettere in discussione le risposte insieme ad altri umani, ai media ai quali affido questo 'message in a bottle' fragile, fragilissimo ma fluido e ricco di 'sostanza' come il sangue di tutti noi - se condividi taggaci o aggiungi l’hashtag #Forced2Bleed

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Vincenzo Lipari: does art really need NFTs? Of such an energy-intensive and anti-ecological solution? Maybe it is not better to start again from our human essence to sign artworks?

 

Non-Fungible Tokens allow us to perfectly clone digital artifacts by adding an author's signature to them via blockchain computer systems that consume huge amounts of electricity and thus have a very noticeable ecological impact (in these times of energy and climate crisis).
As an author who comes from an 'analog' artistic tradition - while not disdaining and snubbing at all digital tablets and anything else offered by new technologies to accelerate and simplify the artist's work - I wanted to make my own work of art, a painting, that represents the relationship between man and the concept of art in respect of the planet and that in its very signature poses in a dramatic and provocative way the need that contemporary art has for humanism and pop soul (in the sense of comprehensibility of the same).


We are books of blood  Frankie Hi-nrg Mc said, when we want to help others 'we give blood' literally as donors or figuratively, and blood has always also represented us as a biological 'signature' and so I decided to sign my latest painting on canvas titled 'Perfection and Balance of Spaces' with a fingerprint, yes, but in the sense of my thumbprint imprinted with my own blood!
No waste of electricity, no fideistic delegation to algorithms and machines that already invade and pre-powerfully condition our existences, no bits, no technology for its own sake (NFT = Needed Failing Technology) but ... BLOOD that is inextricably linked to my own biological essence (and will be even after my own existence).


I dedicate this work to the young people who still prefer a dip in the Quercetano Bay - just a few steps away from my studio - to a morning to spend in front of a digital screen, to those who still ask questions and are ready to question the answers together with other humans, to the media to whom I entrust this 'message in a bottle' as fragile, very fragile but fluid and rich in 'substance' as the blood of all of us - if you share, tag us or add the hashtag #Forced2Bleed